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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

1917

 Super premiato e pompatissimo dalla stampa questo film di guerra è assolutamente unico. Sam Mandes (regista di Skyfall), a corto di idee per il suo prossimo film, rispolvera i racconti di guerra che il nonno, Alfred H. Mandes, gli raccontava da piccolo. È il 6 aprile 1917 e siamo nel nord della Francia. L’esercito tedesco sta effettuando una ritirata dal fronte, lasciando chilometri di terra di nessuno all’esercito inglese. Ah, è anche il giorno in cui gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Germania. Stando così le cose, il secondo battaglione inglese è pronto a sferrare un attacco contro il nemico in ritirata, entrando inconsapevolmente in una trappola suicida. In mancanza di mezzi di comunicazione, il generale di turno decide di mandare due piccoli hobbit ragazzi esperti di cartografia – Blake e Schofield - attraverso 15 chilometri di terra di nessuno con il compito di consegnare l’urgente ordine di fermare l’attacco della mattina successiva. La vita di 1600 uomini, tra cui quella del fratello di Blake, dipende da loro. Il calvario dei due protagonisti attraverso le trincee nemiche ricolme di cadaveri, la campagna francese ormai terra bruciata dai tedeschi, una città quasi rasa al suolo piena di nemici e un fiume che ricorda il Tevere de Il primo re sarà una corsa contro il tempo con basse probabilità di successo – circa la formula della maggior parte dei film d’azione.


 Quello che veramente fa di 1917 un film da 10 candidature agli Academy Awards è il successo e la difficoltà tecnica delle riprese, della fotografia, della scarsità di CGI… oltre che al successo al botteghino, naturalmente. Più che comprensibile: l’intera avventura appare come un unico piano sequenza, immergendoci completamente nell’azione dall’inizio alla fine, senza alcuna tregua. L’intenzione del regista era di farci vivere effettivamente quelle ore cruciali con i due protagonisti, facendoci percorrere le trincee, sentire l’ondata di terrore nell’avanzare acquattati sul campo di battaglia, i nervi a fior di pelli nel muoversi nella città in mano al nemico tra le luci e le ombre della notte. E, ovviamente, farci tifare per Schofield nelle sue grandi corse campestri tra tedeschi e inglesi. Ci riesce alla grande: questo è il film più immersivo che abbia mai visto. 1917 più che un film è un’esperienza da fare nella più grande sala che riusciate a trovare, facendovi trascinare da Sam Mandes e innamorandovi della fotografia di Roger Deakins (i film dei Coen, il sequel di Blade Runner…). È un capolavoro della tecnica. Come film? (Solo) Molto buono!


 Come nota conclusiva pongo un’ipotesi molto azzardata, ma tutt’altro che impossibile. Trovo innegabili i diversi paralleli tra 1917 e… Il signore degli anelli. Da una parte il Consiglio di Elrond, la Compagnia, le miniere di Moria, il regno di Rohan, Osgiliath, il portatore dell’Anello. Dall’altra il generale Erinmore, Blake e Schofield, le insidie nascoste nella trincea tedesca, la campagna francese, Écoust-Saint-Mein devastata dalla guerra, il messaggio da portare. Ora. Alfred H. Mandes (classe 1897, Trinidad e Tobago) combattè per l’Inghilterra nella Prima guerra mondiale in un reggimento di fucilieri e fu uno scrittore attivo negli anni ’30. J. R. R. Tolkien (classe 1892, Sudafrica) combattè per l’Inghilterra nella Prima guerra mondiale in un (diverso) reggimento di fucilieri e fu uno scrittore attivo negli anni ’30 e ’40. Per me la stessa storia raccontata dal nonno a Sam Mandes e fonte di ispirazione per quest'opera giunse senz’altro alle orecchie di Tolkien e, in piccola parte, lo aiutò a creare la celebre epopea fantasy.


 

Consigli appassionati:
- Salvate il soldato Ryan (Steven Spielberg, 1998)
- Orizzonti di gloria (Stanley Kubrick, 1957)
- Lettere da Iwo Jima (Clint Eastwood, 2006)
- Il primo re (Matteo Rovere, 2019)
- Mad Max: fury road (George Miller, 2015)
- Apocalypse Now (Francis Ford Coppola, 1979)

 

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