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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Kubrick #10. Full metal jacket (1987)

 A sette a anni dalla precedente opera, Kubrick esce nelle sale con il suo terzo film ambientato in un contesto bellico, dopo Orizzonti di gloria e Dr. Stranamore. Entrando nel filone "guerra del Vietnam" il regista arriva dopo i capisaldi del genere, ovvero Il cacciatore di Cimino, Apocalypse now di Coppola e Platoon di Stone. Un totale di 11 Oscars in sole tre film: il campo è già bello che esplorato tra battaglie sanguinolente, morti, viaggi esoterici ai limiti della civilità, traumi psicologici, incapacità di gestire il rientro nella società civile. Cosa può aggiungere Kubrick, che ha sempre fatto suo ogni genere incontrato piegandolo alla sua volontà di denudare la natura umana?


 Full metal jacket rivolta i canoni del genere spendendo ben 40 minuti nella fase di addestramento delle future truppe americane, sviscerando la macchina del lavaggio del cervello necessario per infornare migliaia di giovani appena usciti dalla rivoluzione culturale degli anni '60 - o nati troppo tardi per viverla - e spedirli dritti in Viet Nam. Iconici sono il sergente Hartmann - interpretato da un vero ex-istruttore militare - e Leonard, soprannominato Palla di Lardo. Il trauma del povero ragazzo è il trauma di quella nuova parte di America pacifista che si ritrova con un fucile tra le braccia.

Stacco.

 Siamo in nelle retrovie americane, dove il compito più importante dell'esercito è alimentare la propaganda costante per difendere la base politica dell'intervento militare. Qui le vietnamite si prostituiscono copiosamente e il timore del pericolo vero, personale, è ben distante. Nessuno ha visto l'Orrore, per citare il Kurtz di Coppola. Ma poi cos'è la battaglia a fuoco armato in questa guerra? Azioni search and destroy, anzi, sweep and clear in cui gli americani combattono 10:1 per equipaggiamento e mezzi. Nonostante questo non ce la faranno, perderanno totalmente la guerra perché il popolo vietnamita è un popolo forte, che sia a sud che a nord non ha amicizia per l'invasore occidentale (ex colonia francese, oltretutto). Hanno tutto da perdere. Basterà una singola donna, un cecchino, a togliere l'espressione da stronzo - scusate, ma il linguaggio del film quello è - a Joker. Il nostro protagonista capirà veramente che cosa dice quando parla del concetto junghiano della dualità dell'uomo.


Consigli appassinati:

- Apocalypse Now (Francis Ford Coppola, 1979)

- Tropic Thunder (Ben Stiller, 2008)

 


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