Passa ai contenuti principali

In primo piano

VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Ritratto della giovane in fiamme

 Con questo film francese tutto al femminile Céline Sciamma porta in scena una storia di innamoramento congelata nel tempo. Nella fredda costa della Bretagna del diciottesimo secolo dimora la giovane Héloise (Adèle Haenel), ragazza dall’animo irrequieto promessa dalla contessa (Valeria Golino), sua madre, come sposa ad un milanese mai visto prima. Per combinare la cosa è necessario un ritratto di Héloise. Così entra in scena Marianne (Noémie Merlant): pittrice indipendente che ha preso in mano la bottega del padre e che vediamo anche condurre lezioni di ritratti, questa self-made woman non può che apparire in contrasto con la fragile contessina. E gli opposti, dicono, si attraggono.


 Una mora, l’altra bionda, per ottenere la fiducia di Héloise - o stiamo già parlando di seduzione? - Marianne dovrà spingersi oltre alle convenzioni del suo lavoro e dedicarsi da cima a fondo al ritratto, al cogliere l’anima stessa del suo soggetto e trasportarla sulla tela, un processo che inesorabilmente avvicinerà le due donne, l’una implacabile nella sua ricerca artistica, l’altra innamorata e orgogliosa di essere desiderata. Sanno di star vivendo un sogno impraticabile e preferiscono il ricordo puro di quei giorni nell’isolata residenza costiera. Come viene affermato, nel mito di Orfeo ed Euridice, il celebre ultimo sguardo del musicista può essere interpretato non come un errore fatale, ma come il compiere la scelta del poeta, il quale preferisce il ricordo puro all’imperfezione - e alla delusione - della realtà.
Il film è sintetico nel racconto, nonostante le sue 2 ore. Non si esce mai molto dalla crisalide delle due protagoniste, anzi, l'essenzialità del film nella trama, nei luoghi, nel numero dei personaggi e, soprattutto, nella colonna sonora sostanzialmente assente vuole rimarcare questo intento. Scelta che può piacere o meno, ma che permette al finale di colpire a fondo facendo vibrare le corde delle due amanti come quelle dei violini in scena.



Consigli appassionati:
- La bella scontrosa (Jacques Rivette, 1991)
- Chiamami col tuo nome (Luca Guadagnino, 2017)

Commenti