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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Martin Eden - Venezia76

  Film italiano girato da Pietro Marcello e sceneggiato da Maurizio Braucci, dietro un non scontato adattamento del romanzo di Jack London. Originariamente ambientato nella California di inizio Novecento, la vicenda è stata ricreata nella Napoli di più periodi del secolo scorso.
Luca Marinelli, vincitore della Coppa Volpi per questo film, interpreta il ruolo che sa fare meglio: un uomo che rifiuta con tutto sé stesso le mezze misure, un duro che inorridisce all’idea stessa di essere plasmato dalle persone della sua vita, nonostante il suo amore per l’aristocratica Elena e per il simpatico vecchio poeta anarchico. Questi saranno entrambi personaggi che contribuiranno significativamente alla sua trasformazione da marinaio ignorante a scrittore controverso.
Ecco che la parabola di Martin Eden (Luca Marinelli), un proletario affamato di cultura che s’imborghesisce e poi si vergogna di sé stesso, del suo ruolo nella società dei consumi, diviene una parabola del cosiddetto secolo breve, muovendosi tra comunismo e lotta proletaria, centralità dell’individuo e anarchia (o fascismo?).


  Ma il film non è affatto solo questo. Luca Marinelli è un Martin Eden che, stimolato dall’acculturata Elena, compie una realizzazione della propria vita conquistandosi il titolo di self-made man. Il tanto agognato successo però gli sarà tossico: così come il contesto storico di Marcello si fa sempre più dubbioso, saltando su e giù per gli anni del Novecento italiano, così il protagonista smarrisce sé stesso all’inseguimento delle sue chimere. E sono sicuro che, nonostante l’arroganza esteriore, Martin, ormai caricatura al servizio di un pubblico che disprezza, non possa fare a meno di chiedersi: ‘Chi sono? Dove ho perso il me stesso che ricordavo, la mia ragione d’essere? Perché, dopo tutto quello che ho ottenuto, trovo la vita insipida?’.
Ottimo il contrasto tra la finzione della vicenda narrata e l’inserimento di brevi clip d’archivio storico.


Suggerimenti appassionati:
- Ricordi? (Valerio Mieli, 2018)
- Novecento (Bernardo Bertolucci, 1976)
- Barry Lyndon (Stanley Kubrick, 1975)

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