Passa ai contenuti principali

In primo piano

VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

The king - Venezia76

  David Michôd (Animal kingdom) adatta l’Enrico V di Shakespear. Ogni qual volta si maneggiano i capolavori del più famoso scrittore di tragedie un regista deve scegliere tra il portare semplicemente in scena il dramma così com’è – ovvero poco più di una rappresentazione teatrale ad alto budget – e l’interpretare personalmente il testo. Qui il regista si attiene all’Enrico V storico, giovane re d’Inghilterra alle prese con l’invasione di Francia del 1415 e la battaglia di Azincourt.


 L’idea di base è raffigurare l’ascesa del giovane principe Hal (Timothée Chalamet) ad un acclamato re d’Inghilterra come un romanzo di maturazione di Hermann Hesse. Laddove il nostro principe ripudia l’idea stessa della guerra, non vuole seguire le orme del disprezzato padre e preferisce lasciare la corona al fratello minore, si ritroverà invece Re ed invasore di Francia, ingenuamente certo di star decidendo il proprio destino quando è vero il contrario. Come gli sarà poi rivelato, l’avere una corona non impedisce di essere raggirati dai propri consiglieri. Hal non comprenderà veramente gli insegnamenti del suo mentore Falstaff, qua elevato dal regista da semplice balia a grande veterano che porta con sé la saggezza accumulata in guerre probabilmente inutili.


 Chalamet si conferma un grandissimo attore, incarnando a pennello – anche grazie al suo apparire più giovane che mai – la parabola del ragazzo ingenuo e arrogante ma di buon cuore, che dovrà maturare o perdere il controllo sulle fila del proprio destino, diventando adulto non solo fisicamente, ma anche interiormente. Risulta simpatico anche il siparietto del Delfino di Francia (Robert Pattinson) e il duello verbale tra un attore americano che interpreta un francese che vuole parlare inglese, mentre l’attore di origini francesi interpreta un inglese che prova a parlare francese, salvo dover retrocedere a parlare inglese, quasi a sintesi metaforica della vicenda narrata.


Suggerimenti appassionati:
- Falstaff (Orson Wells, 1965)
- Il nome della rosa (Jean-Jacques Annaud, 1986)

Commenti

Post più popolari