Esiste una sorta di filone per qualsiasi tema nel mondo del cinema, anche quelli particolarmente scabrosi: ci sono infatti il filone dei film sull’Olocausto, il filone di film a tema attentato… e il filone pedofili, preferibilmente se preti. A tal proposito il punto di riferimento non può che essere Il caso Spotlight – Oscar a miglior film nel 2016. Impostato come inchiesta giornalistica – altro tipico filone – Spotlight è una storia che, pur trattando con estrema serietà il tema, rimane una storia di successo, di come si riesca a smascherare i colpevoli e la rete omertosa interna alla Chiesa Cattolica. Il giornalismo trionfa ancora. Parlando di argomenti difficili, trovo pertinente il commento di un famigerato critico a Schindler’s list di Spielberg, definito una mancanza di rispetto al dramma storico in quanto rappresenta, nel suo piccolo, una storia di successo. Americani.
L’atteggiamento di François Ozon, prolifico regista francese con 22 film all’attivo negli ultimi 23 anni, è totalmente diverso. In Grazie a Dio il colpevole diretto, padre Preynat, è ormai un vecchietto all’apparenza innocuo che si confronta con le sue vittime serenamente circa i fatti accaduti un quarto di secolo prima dell’inchiesta in quel di Lione e ai campi Scout, tra l’88 e il ’91. Preynat ammette prontamente la veridicità delle testimonianze riportate, ma trova onestamente difficile comprendere l’enormità del danno inflitto ai bambini di cui ha abusato – bambini che si contano nelle svariate decine. Altra differenza è che qui le vittime, non i giornalisti, sono i protagonisti. La storia è la loro graduale uscita allo scoperto nonostante il timore dei commenti della gente, della famiglia tenuta all’oscuro, e la creazione di un gruppo variegato formato da consulenti di marketing, chirurghi, operai, panettieri. Dopo anni di silenzio, godranno di una gioia liberatoria nel poter finalmente denunciare la loro orribile esperienza uniti da una causa comune – almeno fino a un certo punto. La causa scatenante è l’esposizione di un reclamo da parte di Alexandre (Melvil Poupaud). Cattolico fervente dalla numerosa prole, non può più tacere quando scopre che Preynat arriverà nella sua diocesi e sarà il parroco dei suoi figli. Procede a lungo per via informale, da buon cattolico, incontrando il cardinale di Lione, Barbarin, e arrivando a scrivere una lettera al Papa. Niente. Al pedofilo viene tolto l'incarico, ma si sa che prima o poi ricomparirà altrove. È già successo. L’indagine per abusi sessuali riuscirà a proseguire solo grazie alla determinazione di un’altra vittima di abusi, François (Denis Ménochet – il contadino in Bastardi senza gloria), che innalzerà il caso a livello mediatico e raccoglierà testimonianze su testimonianze, portando alla condanna di Preynat per violenza sessuale su minore e togliendogli lo status di prete. Giustizia è stata fatta? Che conseguenze per l’omertà della Chiesa Cattolica e per il cardinale Barberin in primis? Nessuna.

Ozon cerca di mantenere una rappresentazione oggettiva dei fatti, risultando spesso e volentieri fin troppo verboso nel riportare gli scambi epistolari tra Alexandre e i membri della Chiesa, salvo poi accelerare nel portare in scena le vicende interne alle famiglie dei protagonisti. Ciò nonostante il film raggiunge i suoi momenti migliori proprio quando il regista scava nei rapporti conflittuali tra i protagonisti e i loro genitori, fratelli, compagne, mogli. Ormai anziani, i genitori sono divisi tra chi è sommerso dai sensi di colpa per non aver parlato quando era necessario e chi si difende minimizzando i fatti proprio in quanto accaduti tanto tempo prima. Anche fratelli e compagne dubitano di questa improvvisa volontà di giustiza, accusando l’eccessiva richiesta di attenzioni da parte delle vittime e dell’associazione da loro formata. Ma le madri ci sono sempre.
Consigliato? Ní. Menzione speciale al personaggio di Emmanuel (César a miglior attore per Swann Arlaud).
Grazie a Dio, tutti questi fatti sono caduti in prescrizione.
Cardinale Barberin
Consigli appassionati:
- Il caso Spotlight (Tom McCarthy, 2015)
- Mystic river (Clint Eastwood, 2003)
- I due papi (Fernando Meirelles, 2019)
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