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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

La leggenda del santo bevitore (1988)


"Voglia Dio concedere a tutti noi,
a noi bevitori,
una morte tanto lieve e bella."

 Olmi traspone su film l’omonimo racconto autoreferenziale di Joseph Roth, scrittore dell’Impero Austro-Ungarico che visse gli anni ’20 tra Berlino e Vienna ed emigrò poi in Francia dopo la presa al potere dei nazisti. Si segue la vita di un ex minatore senzatetto, Andreas Kartack, nel suo fatidico compito di restituire 200 franchi a santa Teresa di Lisieux, rappresentata da una statua della chiesa di Ste-Marie des Batignolles.
 Il film procede ad episodi, mostrando una serie di miracolose avventure che porteranno il nostro Andreas - un Rutger Hauer riconoscibile solamente grazie all’acceso azzurro degli occhi - a riempirsi le tasche di soldi. Soldi che saranno sempre inesorabilmente spesi tra donne e bere. Le sue avventure paiono quasi comiche, ma trasportano il protagonista lungo i ricordi della sua vita senza trovarci un filo conduttore, tra la comparsa dell’ex amante per cui aveva ucciso, un amico d’infanzia ora campione del pugilato, un vecchio compagno di miniera e di bevute. Sono un ultimo turbinio di baldorie che si conclude nella ripetizione della scena iniziale – un vecchio distinto signore che gli “presta” gli onnipresenti 200 franchi. Non avviene nessuna redenzione, per Andreas c’è spazio solo per l’ultima bevuta e l’illusione di essere perdonato dalla santa.
 Si potrebbe dire che La leggenda del santo bevitore è un film ermetico, il viaggio di preparazione di Andreas alla morte. Si legge che è stato criticato per la didascalità della trasposizione da racconto a film. In realtà l’opera di Olmi, per quanto mascherata dalle espressioni sognanti di Hauer, sembra solo non voler andare da nessuna parte. E magari è proprio voluto.



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