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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Kubrick #1. Rapina a mano armata (1956)

 Nonostante sia il terzo lungometraggio firmato Stanley Kubrick, Rapina a mano armata (The killing) è il primo film di questa rubrica. Con buona pace di Fear and Desire e Killer's kiss, solamente dopo aver firmato un contratto con la United Artist il regista newyorkese cominciò a vedere i suoi film distribuiti su larga scala.

 La pellicola - un heist movie - apre con un trionfo dell'immagine del movimento, cioè del cinema, mostrando la corsa forsennata  all'ippodromodei cavalli coi loro fantini. Veniamo subito portati a seguire la vicenda - la rapina dell'incasso e delle somme scommesse in una delle più grosse corse dell'anno - dalla fredda voce di un narratore quasi telecronista della vicenda. Kubrick, ben prima di Tarantino, scioglie il vincolo di uniformità temporale e si diverte a portarci su e giù per quel fatidico giorno dandoci in pasto, di volta in volta, un pezzo del puzzle complessivo.

 Il ragno che tesse la tela, l'artefice del piano, è Johnny Clay - Sterling Heayden - , un malavitoso indebitato. Unico del gruppo a conoscere le persone giuste, tra cui un wrestler che passa le sue giornate giocando a scacchi (grande passione del regista!) e un hitman dalla mandibola semi paralizzata, scoprirà un imprevisto nella moglie del rapinatore più improbabile. Il povero George Peatty - Elisha Cook Jr. - , onesto bigliettaio dell'ippodromo in questione, è un uomo da poco, spinto a partecipare al colpo solamente dalla cupidigia della moglie Sherry - Marie Windsor - che vuole per sé i soldi e l'amante.

Il regista in The killing fa sua la tradizione noir della Hollywood allora contemporanea dimostrando un uso massiccio e sapiente dell'illuminazione low-key (chiaroscuri stupendi) e senza alcuna paura di risultare brutale nelle scene... a mano armata. Allo stesso tempo sono già presenti i tratti distintivi di Kubrick che lo seguiranno di film in film, di genere in genere: la telecamera è fredda e precisa, non c'è traccia di empatia verso i protagonisti. Complice il finale memorabile, dietro la cinepresa si immagina, piuttosto, il riso sardonico di un uomo tremendamente intelligente, a tratti cinico - ma mai del tutto! - , che si diverte a denudare l'umanità.

 

Consigli appassionati:

- La stangata (George Roy Hill, 1973)

- Le iene (Quentin Tarantino, 1992)

- La casa di carta (Alex Pina, 2017)

 

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