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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Kubrick #3. Spartacus (1960)

 Kirk Douglas - Spartacus - come protagonista, Stanley Kubrick alla regia, Dalton Trumbo alla sceneggiatura e Laurence Olivier - Crasso - come villain. Si può sbagliare? Voluto da Kirk Douglas per rifarsi del mancato ruolo in Ben-Hur, il colossal della Universal costò $12 milioni di allora, circa $100 milioni attuali. Chiamato da Douglas come terza scelta alla regia, Kubrick ricevette quella che si suol dire "un'offerta che non si può rifiutare". Il film in sé racconta in un misto di storia e finzione la terza guerra servile dell'antica Roma, cominciata con la rivolta dei gladiatori di Capua e poi combattuta tra il 73 e il 71 a.C. fino alla sconfitta degli schiavi, contestuale all'ascesa al potere di Crasso in primis, di Giulio Cesare in secundis.

 La vera forza motrice è Douglas stesso che, più eccentrico che mai, si erge a uomo dalla grande statura morale, a statista e condottiero dell'esercito del bene contro una Roma ricca, viziata, immorale, ma soprattutto schiavista, trascendendo la volontà di revisionismo storico tipicamente americana, la stessa che oggigiorno non viene più nemmeno celata, tanto è in voga. Già durante la sequenza d'apertura è presente una dichiarazione d'intenti, così parafrasabile: "Noi, padroni del mondo, vediamo la Storia come un percorso di ascesa continua culminato negli U.S.A. e giudichiamo dall'alto al basso l'unico impero che riteniamo aver acquisito il medesimo status nel passato, ossia quello romano."

 Un altro fatto che va annotato, anche se non pregiudica il film in sé e per sé, è che Spartacus è un film diretto da Kubrick, commissionato a Kubrick... non è un film di Kubrick. Al di là di possibli falsi storici, ciò che si contraddistingue come davvero anti-kubrickiano è la totale mancanza di sarcasmo, di raffinatezza, di sfumature da un lato e la presenza dell'eroe senza macchia, di assoluti dall'altro. Che ne è delle ipocrisie e delle contraddizioni proprie di molti suoi personaggi? Nonostante la nomea di regista freddo e calcolatore, ogni suo film dice in realtà qualcosa di profondo sulla razza umana. Alla luce di ciò, le tre ore di Spartacus vanno viste come un film di Kirk Douglas, un film che si merita i suoi quattro Oscars e che è entrato nella cultura collettiva grazie ad una delle sequenze più memorabili di sempre.




Consigli appassionati:

- Ben-Hur (William Wyler, 1959)

- Braveheart (Mel Gibson, 1995)


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