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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Il primo re (2019)

 Matteo Rovere porta una ventata d'aria fresca nel cinema italiano con narrazioni che hanno luogo all'interno di film d'azione maturi. Dopo aver lavorato come regista in produzioni altrui, ha prodotto, scritto e diretto Veloce come il vento e Il primo re. Quest'ultimo racconta l'epica della fondazione dell'antica Roma, entrando nel mito di Romolo e Remo, i suoi due fondatori. Ma non lo affronta come una leggenda, i due fratelli non vengono allattati da una lupa. Lo affronta come lo struggente viaggio di due fratelli che si vogliono bene e che cercano di curarsi l'uno dell'altro in un mondo incivilizzato, brutale.

Un Dio che può essere compreso non è un Dio.
W. S. Maugham, incipit del film

 Remo (Alessandro Borghi) emerge grazie alla sua forza individuale, al suo carisma di leader, alla sua rabbia contro chiunque possa decidere della sua vita, sia esso umano o divino. Ed è per questo che sfida gli dei e la terribile profezia proferita dalla vestale. In antitesi si sviluppa il personaggio di Romolo (Alessio Lapice), il fratello che viene ferito, che è un peso per il gruppo e che deve essere difeso. Ma Romolo inventa la politica, fa sua la religione pagana, sa farsi amare dal popolo. Tutto il film, nella sua cinematografia pazzesca, nei boschi e nel fango di una riserva del Lazio tra il regno degli elfi e le Paludi Morte tolkeniani, porta al dramma finale, il confronto fra i due fratelli come aut aut e realizzazione della profezia nonché del mito alla base di Roma. Un duello che si conclude come sintesi dei due protagonisti, in cui Remo, nonostante la superiorità come guerriero, si fa martire consapevole di fronte al destino di Romolo, a cui dà letteralmente il compito di attraversare il Tevere e fondare una città. L'unica cosa che Remo desidera per sé è che il fratello faccia suo il suo pensiero, il suo non inchinarsi a nessuno, la sua forza di volontà. La Roma assetata di sangue nasce.




Consigli appassionati:
- Veloce come il vento (Matteo Rovere, 2016)
- The revenant (Alejandro J. Inarritu, 2015)
- Per qualche dollaro in più (Sergio Leone, 1965)

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