Guerre Stellari ci aveva lasciato alla fine di episodio IV con Luke, Leia, Han e Chewbecca insieme, trionfanti, Darth Fener in fuga. Una nuova speranza. La premessa del secondo episodio della trilogia originale è completamente diversa. Da una parte fu il primo Star Wars ad uscire al cinema con il sottotitolo "episodio ...", una dimostrazione della grande visione di George Lucas, della sua pazza genialità nel chiamare il secondo capitolo "V" e, ovviamente, dell'aumento di budget seguito all'insperato totale successo del primo. Dall'altra parte, in realtà, si rincara la dose: il coraggio di fare un blockbuster in cui il male vince - seppur all'interno di una trilogia.
L'Impero colpisce ancora separa i nostri cari protagonisti dopo la ricomparsa di un agguerritissimo Fener, che sta passando al setaccio la galassia intera alla ricerca della base della Ribellione. Il destino non si sfugge e Luke dovrà continuare il proprio percorso personalem la sua ascesa a paladino del bene. Stavolta sarà aiutato da un esserino verde, vecchio e buffo le cui frasi potrebbero riempire un'antologia di citazioni. Di Maestro Yoda sto parlando. Ma non basta. Se Luke diventa partecipe della lotta tra bene e male incarnata da Jedi contro Sith, noi cominciamo a conoscere meglio il funzionamento dell'Impero, le sue gerachie, l'Imperatore... e uno scorcio del corpo di Fener ci riempie di domande. Perché è lui, solo, il vero protagonista che, sebbene ancora accecato dal Lato Oscuro, si sta sempre più aggrappando al ricongiungimento col figlio. Lo vediamo, onnipotente, piegare l'intera macchina imperiale al suo fine. Ma non basta ancora.
L'altra storia raccontata è la rocambolesca fuga attraverso le zone più insidiose della galassia da parte dei carismatici Han e Leia, con i loro accesi battibecchi che li avvicinano sempre più e la loro irresistibile primitiva capacità di ancorarsi a un qualcosa pur di sopravvivere. Una love story di rara forza, alimentata in particolar modo da un Harrison Ford in stato di grazia ormai totale padrone dei suoi due personaggi, Han Solo e Indiana Jones, che forse sono uno solo.
L'intreccio delle storie è ottimo, i personaggi della saga qui divengono iconici, il ritmo tiene dall'inizio alla fine - grazie anche agli arraggiamenti sonori del sempreverde John Williams. I tanti piccoli buchi, 1-2 scene con poco senso... sono assolutamente annullati così come prevede, da manuale, ogni buon film d'azione. Per questo episodio V è indisputabilmente il migliore della saga - canonica e non - ed è uno dei migliori film tout court.
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