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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Dark (2017-2020)

 Quante serie TV autoctone tedesche hanno avuto risonanza internazionale? Non molte. Dai lontani tempi di Kebab for breakfast (traduzione errata e bellissima di Türkisch für Anfänger) si è dovuta aspettare prima la coloratissima Deutschland 83, co-produzione tedesco-americana, poi Dark, girata nel Brandeburgo.


 Tra i boschi dei fratelli Grimm il fantastico si manifesta in chiave moderna, giocando con viaggi nel tempo e mondi paralleli, magari veicolati da ottocenteschi congegni steampunk costruiti da uno scienziato… pazzo sì, ma dal dolore. Avanzando per i 26 episodi che compongono la serie ci si ritrova ingarbugliati nell’inestricabile matassa dell’albero genealogico delle famiglie Kahnwald, Nielsen, Doppler e Tiedemann, ricche di personaggi per la maggior parte ben caratterizzati per i quali si provano sentimenti contrastanti e mutevoli man mano che la visione completa del ciclo prende forma. Sì, perché che la Germania sia la patria del protestantesimo e di buona parte della filosofia moderna occidentale si avverte nella metafora biblica dominante, assolutamente esplicita: il Vangelo di un violento prete descrive gli eventi come sono destinati ad accadere, susseguendosi e ripetendosi all’infinito in un eterno ritorno dell’uguale. In questo tempo ciclico ogni 33 anni, Adamo ed Eva sono artefici di mondi pieni di dolore e sofferenza, la cui fine può avere luogo solamente nell’Apocalisse. Nell’inesauribile conflitto tra i due, le forze che vediamo costantemente scontrarsi sono una volontà distruttiva inequivocabilmente maschile e una serafica determinazione intrisa di istinto materno. In un gioco dei contrari vediamo i due protagonisti confrontarsi non tanto con il proprio passato, ma con il proprio futuro. Ed è qui che Dark eccelle, cioè nel mostrare la crisi esistenziale generata dai continui futili tentativi di agire per interrompere lo status quo e impedire che tutto accada come è sempre accaduto, quasi ad affermare che cambiare il futuro in un universo fornito di macchina del tempo sia altrettanto impossibile di quanto sia per noi cambiare il passato. Così il concetto del tempo ciclico viene letto in senso hegeliano e il destino si compie eternamente come congiunzione di un indeterminismo dell'individuo che ignora il determinismo della totalità: non a caso ci viene ripetuto più volte che si è liberi di agire, ma non si è liberi di volere
. Perciò la conclusione sarà sempre la stessa. Jonas, il vero pilastro su cui si poggia l’intero impianto narrativo, e Martha, la quale emerge tardi dall’incolore iniziale, non potranno mai fermarsi. Non da soli. L'unico modo per uscire dal labirinto è l'introduzione di un elemento nuovo, un atto di volontà da parte di una donna che ha perso ogni cosa.


 Certo, alcune risoluzioni puzzano di interventi deus ex machina, ma ad una serie che riesce a fondere fantascienza e filosofia, a legare coerentemente un mare magnum di archi (cerchi?) narrativi senza crollare su sé stessa, si può perdonare questo ed altro.
 Già collaboratori come regista e sceneggiatore di cinema, Baran bo Odar e Jantje Friese creano un universo originale, che, nonostante sia figlio e sia reso possibile dall’esistenza di prodotti come Stranger Things, Twin Peaks, The Man in the High Castle e Predestination per citarne alcuni, sa di nuovo per davvero. Non abbiate paura di filler o minestre allungate: il ritmo di Dark è un costante crescendo, dall’inizio alla fine.



Consigli appassionati:
 
- Steins;Gate (Hiroshi Hamasaki, Takuya Satō, Jukki Hanada, 2011)

- Twin Peaks (David Lynch, Mark Frost,1990-2017)

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