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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Un divano a Tunisi

 


Sulle note di Mina questa produzione franco-tunisina presentata alle Giornate degli Autori di Venezia76 ci porta a seguire le peripezie di Selma (Golshifteh Farahani). Tunisina di nascita, ma cresciuta in Francia, lascia la carriera parigina per aprire uno studio di psicanalisi a Tunisi, sul tetto della casa degli zii. Musulmani che raccontano i propri problemi ad una donna? Ardua impresa. Che cosa è andata a fare? Che cosa vuole? Riscattare la memoria del padre? Prendere una rivincita per la madre? Dare un senso alla propria esistenza, esercitando la sua professione con pazienti che altrimenti non avrebbero nessuno? Realizzarsi, sfidare il mondo con la propria indipendenza – e solitudine? La commedia di Manele Labidi svela una società piena di problemi, dal fornaio che si identifica come donna e sogna di baciare famosi dittatori, all’imam depresso con tendenze autolesionistiche, passando per l’eccentrica proprietaria di un centro bellezza, donna estroversa mai venuta a termini nei rapporti con la madre. Lo fa con scene esilaranti, in parte satira politica, in parte annichilimento dell’atteggiamento superiore di una colta parigina nell’ex-colonia francese. Infatti, tra ostacoli burocratici, una cugina cinica irrequieta e un poliziotto innamorato, Selma avrà bisogno di un aiuto extra per non perdersi d’animo. Un divano a Tunisi (Arab Blues) colpisce con la sua freschezza e con il suo umorismo equilibrato che non sfocia mai in intellettualismi né in banalità. Gioca sulla visione che possono avere gli europei dell’Africa mediterranea ed è sottile, ma schietto, nell’affrontare una molteplicità di tematiche.



Consigli appassionati:

- Tev Aviv on fire (Sameh Zoabi, 2018)


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