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Druk
La premessa del film candidato danese al premio Oscar 2021 per film straniero è tutto un programma già in sé. Quattro insegnanti uomini (storia, musica, psicologia, educazione fisica), nel tentativo di dare supporto morale al sobrio e anemico Martin (Mads Mikkelsen), concepiscono una bravata degna di Amici miei e la attuano con rigorosa scientificità: mantenere un livello stabile di tasso alcolemico nel sangue durante le ore di lavoro, proibendosi bevute dopo le otto di sera e nei finesettimana. Come fare? Il padre di bambini piccoli che pisciano nel letto e marito totalmente passivo opta per un calice di rosso prima di colazione, Martin preferisce i drinks on the rocks e la fiaschetta di vodka nei bagni della scuola, mentre Tommy si porta appresso una borraccia molto diversa da quella dei suoi alunni nella palestra, dopo essere stato sgamato con le bottiglie nello sgabuzzino. Tutti riscontrano miglioramenti prodigiosi nel loro modo di approcciarsi alla vita, sia a lavoro che fuori. Figli che non ascoltano, mogli che comandano a bacchetta o tradiscono, lezioni incolori a scuola che sviliscono l'insegnante e non portano nulla ai ragazzi: un ricordo del passato, ora che si viaggia al 5 per mille... di alcol nel sangue.
Chiaramente a questo punto la paura che Druk - Another round pieghi verso l'inutile pippone moralmente corretto è tanta, visto che l'unico percorso percorribile è un aumento dell'alcol. Dopotutto, se a 0.5% si sta meglio, non vuoi scoprire che cosa succede sopra l'1%? Ed è qui che il film eccelle. Pur mostrando il pericolo dell'alcolismo e i suoi effetti devastanti, riesce non solo a non farsi retorico, ma a mantenere al centro dell'attenzione la vita di Martin, un uomo che vive da tempo una prolungata crisi di mezza età. Dopo aver rinunciato alla possibilità di una carriera accademica per i figli - o, forse, gli mancò il coraggio - ha ormai perso anche la vita coniugale. Irrigidito dal senso del dovere, deluso dal mancato riconoscimento per i suoi sforzi e sacrifici, preso in giro da tutti, stare costantemente brillo è un catalizzatore di cambiamento potente nella sua vita sin troppo sobria. La domanda seria gli è posta da tutto il film, pur nella sua irriverenza: è troppo tardi per riprendersi il suo ruolo di marito, padre, insegnante?
Ad otto anni da Il sospetto il trio danese Vinterberg (regista), Lindholm (sceneggiatore) e Mikkelsen (attore protagonista) torna a lavorare insieme, affrontando - soli nel mondo cinematografico, pare - i problemi di un uomo adulto occidentale sempre meno capace di prendere decisioni e di intepretare serenamente il ruolo di compagno di vita, di figura paterna sia come padre che come insegnante. In questo contesto i personaggi del film appaiono soli e pieni di sensi di colpa, giustificati o meno, che li schiacciano a vivere una vita di second'ordine, in ana non-azione e un mancato senso di realizzazione che si autoalimentano. Forse, se fossero un po' più disinibiti, sarebbe meglio per tutti.
"When I was younger I made it a rule never to take a strong drink before lunch.
It is now my rule never to do so before breakfast."
- Winston Churchill
Consigli appassionati:
- Il sospetto (Thomas Vinterberg, 2012)
- Amici miei (Mario Monicelli, 1975)
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