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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Cena con delitto

 Ricco cast per questo simpaticissimo giallo: i protagonisti, Ana de Armas e Daniel Craig, fanno le prove per il prossimo 007 (No time to die), mentre tra i membri della problematica famiglia Thrombey emergono il de cuius, nonno Harlan (Christopher Plummer) e il viziato ed egoista nipote Ransom (Chris Evans). Il soggetto originale del regista, Rian Johnson, non sfigurerebbe nel confronto con un racconto di Agatha Christie, se non per l’aggiunta di scene oltremodo nonsense adatte per il target anagrafico Marvel (e ora Lucasfilm), come un immotivato ma scenico tentato omicidio non riuscito solamente per uno scherzo del destino. Sì, nutro un forte rancore per l’autore di questi infantili giochetti, tale Mr. Johnson, l'autore del peggiore Star Wars di sempre – Jar Jar almeno faceva ridere.


 Il dover sempre e comunque stupire lo spettatore è una seconda natura del regista del Maryland. Che non ce ne sia alcun bisogno, che manchi di ogni coerenza narrativa o alteri le regole dell’universo con implicazioni non indifferenti – “You cannot weaponize hyperspace.” – non sembra importargliene assolutamente nulla.
Stupire per l’amore di stupire, come diceva Oscar Wilde (eh?).
Però.
Se questo approccio viene applicato al secondo film della terza trilogia di una stessa saga è una cosa (brutta), ma, nel contesto di un singolo lungometraggio autoconclusivo, ebbene sì, può funzionare. Suicidio, omicidio accidentale, omicidio colposo… chissà! Come scoprirà il nostro James Bon- Benoit Blanc, investigatore privato eccezionale assoldato in circostanze misteriose, figli e nipoti avevano buoni e variegati motivi per accelerare - e assicurare - l’arrivo della propria eredità. Rian Johnson ha qui un tocco magistrale, facendo vedere la vicenda dal punto di vista dell'infermiera privata del vecchio e illudendo continuamente lo spettatore di star capendo la soluzione del caso, fregandolo. Ed è proprio questo il piacere viscerale che nasce nel seguire un buon giallo. Nulla di più.
Un indizio prezioso c’è. Viene intravisto un episodio de La signora in giallo. E tutti sanno bene qual è la regola d’oro per capire l’omicida prima della Fletcher. O no?
A conti fatti, Cena con delitto risulta essere un film godibilissimo, non troppo pretenzioso. Magari qualche scena a là Johnson di troppo, ma non importa. Consigliato per tutta la famiglia, magari dopo il pranzo di Natale.


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