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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Marriage story - Venezia76

  Presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, questa produzione Netflix vede protagonisti assoluti Adam Driver e Scarlett Johansson, coppia allo sfacelo dopo 10 anni di matrimonio e un figlio viziato. Il dramma viene raccontato dai due punti di vista, a volte tremendamente reinterpretati dai rispettivi terrificanti e cinici rappresentanti legali: Ray Liotta e Laura Dern.
La causa scatenante è che Nicole (Scarlett Johansson) vede la sua vita – ma soprattutto la sua carriera di attrice – svanire sempre più all’ombra del successo del marito, direttore di successo della sua compagnia teatrale personale. Nata e cresciuta a Los Angeles – una città piena di spazio – sente di aver rinunciato al successo come attrice per seguire i sogni del suo partner a New York – una città dove si può camminare – e non glielo può perdonare. Charlie (Adam Driver) è un newyorkese d’adozione che si è creato il suo piccolo angolo felice di mondo: ha accolto e sposato un’attrice da poco di L.A. nella sua compagnia teatrale, unendo lavoro e relazione in una grande famiglia unica. Per di più è sul punto di sbarcare a Broadway, il suo sogno. La tensione tra l’insoddisfazione di lei e il focus di lui nel lavoro distruggerà Charlie, i suoi sogni e il suo essere padre.



  Quello che il regista (Noah Baumbach) sembra essere interessato a raccontare, oltre ai tentativi disperati di un padre di riprendersi il suo ruolo con un figlio insopportabile, è l’universo legale del costoso processo che è il divorzio negli Stati Uniti – naturalmente per le famiglie agiate che possono permetterselo. Nel film gli avvocati di L.A. si fionderanno come avvoltoi sulle vite dei due coniugi, rubando loro completamente la scena! Laura Dern e Ray Liotta hanno, infatti, una presenza incredibile e il loro duello in tribunale è all’ultimo sangue. Ma queste schermaglie tra rappresentanti legali sono puramente un’esigenza lavorativa, tanto che scompaiono durante le pause in cui si ordina il pranzo come se non ci fossero mai state, lasciando perplessa, imbarazzata e colpevole la coppia protagonista.

Baumbach rivolge un’accusa all’intero sistema, dove marciare sulle disgrazie altrui è oltremodo remunerativo e viene fatto senza alcun pudore, scusato com’è dall’aver bisogno di raccontare nel modo più conveniente i fatti, rigirandoli e facendo apparire nel modo peggiore possibile il cliente dell’avversario. Il che non può non ricordare che il film esce nell’America Trumpiana durante il processo di impeachment e a un anno dalle prossime presidenziali.


  Purtroppo, il film in sé risulta pesante, le beghe legali e l’intento politico tolgono profondità al rapporto tra Charlie e Nicole e il loro bambino. Le fila della storia vengono tirate in modo decisamente superficiale per lei – e il suo Emmy calato giù dal nulla. Allo stesso tempo un po’ tutti, regista incluso, vogliono dare una pacca sulla spalla al povero Charlie, persona semplice che ha subito più di tutti la vicenda.
Come nota finale non si può far a meno di rimpiangere la pochezza della carriera di Liotta, attore di una presenza scenica forse unica. Avrebbe perfino potuto dare un po’ di smalto al triste The irishman, completando la rimpatriata dei goodfellas.



  Piccola curiosità: Adam Driver è di L.A., Scarlett Johansson di NY con padre danese. A volte in sceneggiatura si gioca un po'.

 

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