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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Se permettete parliamo di donne (1964)

  Così come il suo amico Federico Fellini, Ettore Scola è tra i registi italiani più premiati; così come F.F., Scola passò per la redazione del giornaletto satirico Marc’Aurelio prima di approdare alla regia. Un’altra curiosità che li accomuna è la fortuna di aver avuto come protagonista della loro opera prima un grande attore del cinema italiano: Alberto Sordi – allora poco conosciuto - per Fellini e Vittorio Gassman – già celebre - per Scola. Però, quando si parla di quest’ultimo, il filo dei pensieri non va al neorealismo o alle digressioni oniriche del suo amico e collega, ma ai suoi capolavoro C’eravamo tanto amati e Una giornata particolare, o, più in generale, alla commedia all’italiana di Monicelli, Risi, De Sica, Germi. Il regista in Se permette parliamo di donne dà una vena più satirica a questo genere, giocando su quello che Pirandello definiva il sentimento del contrario.

"Beh, se lo vuoi aspettare... lui al massimo tra una mezz'ora sta a casa."

Il film è strutturato in 9 vignette raffiguranti situazioni divertenti, da una donna che si concede ad un uomo armato di lupara che sta aspettando suo marito, con l’intenzione di salvare quest’ultimo, solo per scoprire l’uomo era solo passato a restituirla, alla moglie di un omicida carcerato appassionato di lirica che procura al marito due giorni di permesso per far passare il figlio, concepito con il fratello dell’assassinato, come figlio dell’assassino.
Di volta in volta vediamo alternarsi i personaggi femminili e le attrici oggetto o soggetto dei piaceri della carne di Gassman, che invece rimane la costante dell’intero film. L’attore bipolare sembra semplicemente divertirsi a interpretare gli amanti più svariati: straccioni a cui interessa più recuperare paccottiglia che un’avventura amorosa, dongiovanni che piuttosto di non combinare nulla si rifanno sulla cameriera, un fratello, che dovrebbe fare il moralista con il seduttore di sua sorella, finisce per andare ad un appuntamento a quattro con lui.

"Lei, Elena... se la sposerebbe?"

Nel complesso la sovrarecitazione di Gassman trascina il film, altrimenti moscio, e ben si adatta al suo tono satirico. Ogni episodio riesce a regalare qualche sana risata, considerando però le scene più riuscite quelle in cui l’attore ricalca il Bruno de Il sorpasso, con quell’aria scanzonata, ma malinconica, tratto in comune con i successivi e migliori film di Scola.


Suggerimenti appassionati:
- C'eravamo tanto amati (Ettore Scola, 1974)
- Il sorpasso (Dino Risi, 1962)

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