Così come il suo amico Federico Fellini, Ettore Scola è tra
i registi italiani più premiati; così come F.F., Scola passò per la redazione
del giornaletto satirico Marc’Aurelio prima di approdare alla regia. Un’altra
curiosità che li accomuna è la fortuna di aver avuto come protagonista della
loro opera prima un grande attore del cinema italiano: Alberto Sordi – allora poco
conosciuto - per Fellini e Vittorio Gassman – già celebre - per
Scola. Però, quando si parla di quest’ultimo, il filo dei pensieri non va al neorealismo o
alle digressioni oniriche del suo amico e collega, ma ai suoi capolavoro C’eravamo
tanto amati e Una giornata particolare, o, più in generale, alla commedia
all’italiana di Monicelli, Risi, De Sica, Germi. Il regista in Se permette
parliamo di donne dà una vena più satirica a questo genere, giocando su quello
che Pirandello definiva il sentimento del contrario.
"Beh, se lo vuoi aspettare... lui al massimo tra una mezz'ora sta a casa."
Il film è strutturato in 9 vignette raffiguranti
situazioni divertenti, da una donna che si concede ad un uomo armato di lupara
che sta aspettando suo marito, con l’intenzione di salvare quest’ultimo, solo
per scoprire l’uomo era solo passato a restituirla, alla moglie di un omicida carcerato
appassionato di lirica che procura al marito due giorni di permesso per far
passare il figlio, concepito con il fratello dell’assassinato, come figlio dell’assassino.
Di volta in volta vediamo alternarsi i personaggi
femminili e le attrici oggetto o soggetto dei piaceri della carne di Gassman,
che invece rimane la costante dell’intero film. L’attore bipolare sembra
semplicemente divertirsi a interpretare gli amanti più svariati: straccioni a
cui interessa più recuperare paccottiglia che un’avventura amorosa, dongiovanni
che piuttosto di non combinare nulla si rifanno sulla cameriera, un fratello,
che dovrebbe fare il moralista con il seduttore di sua sorella, finisce per
andare ad un appuntamento a quattro con lui.

"Lei, Elena... se la sposerebbe?"
Nel complesso la sovrarecitazione di Gassman trascina il
film, altrimenti moscio, e ben si adatta al suo tono satirico. Ogni
episodio riesce a regalare qualche sana risata, considerando però le scene più
riuscite quelle in cui l’attore ricalca il Bruno de Il sorpasso, con quell’aria
scanzonata, ma malinconica, tratto in comune con i successivi e migliori film
di Scola.
Suggerimenti appassionati:
- C'eravamo tanto amati (Ettore Scola, 1974)
- Il sorpasso (Dino Risi, 1962)
Commenti
Posta un commento