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VENEZIA78: The last duel, L'événement, È stata la mano di Dio

The last duel - fuori concorso  Quattordicesimo secolo, Normandia. Sir Ridley Scott usa lo sfondo della guerra dei Cento anni e di un conflitto di potere tra ex-commilitoni per affrontare una questione spinosa oggigiorno, ovvero il tema della violenza sulle donne. Quante ingiustizie vengono occultate e quante difficoltà incontrano le vittime nel parlare, nel dire la verità e cercare giustizia, osteggiate tanto da uomini, quanto da donne? Ma sir Scott ci attrae nella questione con la carota: sin dal titolo, cosí come dai primi minuti, fatti dal clagore di spade e scudi e dal rombo degli zoccoli dei cavalli lanciati a spron battuto, sappiamo che la conclusione vedrà Matt Damon - Jean de Carrouges - affrontare a duello Adam Driver - Jacques LeGris. E chi, meglio del regista de Il gladiatore , può portare in scena un combattimento all'ultimo sangue?    L'impianto narrativo è tipico dei film giudiziari. Prima di assistere, per intero, all'epico duello, passeremo in rassegna t...

Corpo celeste (2011)

  Alice Rohrwacher, regista fiorentina e sorella minore dell’attrice Alba Rohrwacher, è una dei pochi italiani ad aver ricevuto riconoscimenti internazionali negli ultimi 10 anni. A Cannes il suo secondo lungometraggio, Le meraviglie, vinse il Gran premio della giuria, mentre il terzo, Lazzaro felice, le valse il premio a miglior sceneggiatura. Tra le caratteristiche fondamentali del suo cinema troviamo un’ambientazione rurale, lontana dalle grandi città, un’Italia spesso arretrata vista attraverso gli occhi di protagonisti semplici, dall’animo puro. Un punto di osservazione incuriosito, meravigliato, spaesato e intimorito dalla realtà circostante, che quasi ricorda L’idiota di Dostoevskij.


 L’opera prima della regista racconta il percorso verso la Cresima della piccola Marta (Yle Vianello). La 13enne si ritrova dalla Svizzera catapultata in un paesino della Calabria con una madre spesso occupata dal lavoro che deve badare a tre figlie e a dover affrontare il Cattolicesimo pro-forma, fatto di catechismo e tradizioni, tipico dell’Italia meridionale. Il duetto insegnante di catechismo e prete è significativo. L’insegnante è tremendamente zelante e odiosa, il frutto di generazioni e generazioni di religioso lavaggio del cervello, fa da badante al prete – che segretamente ama – ma tutta la ricompensa che riceve è essere derisa dai suoi “alunni” e, quando chiede al vescovo dove verrà trasferito il suo amato, le si piazzerà davanti un muro: “Chi è lei per la Chiesa Cattolica? Nessuno.” Il prete del paese è una figura a dir poco mediocre – “Fa carriera pure se non sa pregare bene.” – che fa il giro dei parrocchiani e dei paesini circostanti per raccogliere firme per un candidato alle elezioni che terrà lontana la “brutta gente” che si vede in giro.


  Marta esternerà la sua difficoltà ad ambientarsi tagliandosi corti i capelli, gesto che le farà guadagnare la stima della scontrosa sorella maggiore. Nel suo viaggio col prete verso una chiesa abbandonata si dimostrerà il vero corpo celeste, facendo una sentita predica a chi le prediche le fa di mestiere. Il film della Rohrwacher è da leggere come una riuscita parabola che disarma lo squallore di una Chiesa che ha perso la sua ragione d’essere.


Suggerimenti appassionati:
- Lazzaro felice (Alice Rohrwacher, 2018)
- La messa è finita (Nanni Moretti, 1985)
- Il vangelo secondo Matteo(Pier Paolo Pasolini, 1964)

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